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MARCO NEREO ROTELLI "La poesia Piu Lunga Del Mondo" con Adonis e Yang Lian
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The pesonage
May 2007
Giovanni Testori
Giovanni Testori
Giovanni Testori nasce il 12 maggio 1923 a Novate Milanese, un paese dell'hinterland milanese. La famiglia è originaria dell'Alta Brianza, in Valassina, sopra Erba. Testori rimarrà legato per tutta la vita al suo paese natale, a parte alcuni periodi in cui si traferisce in città, conducendo una vita regolare da pendolare, ritornando ogni sera dallo studio di Via Brera. Negli anni della guerra collabora a diverse riviste universitarie, occupandosi di pittori contemporanei e legandosi in particolare al gruppo di "Pattuglia", una rivista dei GUF edita a Forlì. Proprio in un libretto delle edizioni di Pattuglia pubblica nel 1943 La morte. Un quadro, due atti unici che rappresentano il suo esordio drammaturgico. Nei primi anni del dopoguerra prende parte attiva nel dibattito artistico, pubblicando numerosi articoli in «Argine Numero» e «Numero Pittura» e aderendo, nel 1946, al manifesto Oltre Guernica, nel quale i firmatari affermano l'esigenza di superare l'esperienza picassiana: «In arte, il reale non è il reale, non è la visibilità, ma la cosciente emozione del reale divenuta organismo». Nel 1947 Testori si laurea in lettere con una tesi sull'estetica del surrealismo, che, inizialmente, viene giudicata «non degna di essere discussa» perché abbracciava le tesi del Modernismo, e deve essere rivista da Testori, prima di venire accettata. Nel 1948 viene rappresentato per la prima volta a Milano un suo testo teatrale, la Caterina di Dio, interpretato da Franca Valeri, mentre nel 1950 va in scena a Padova, un altro suo dramma, Le Lombarde e scrive Tentazione nel convento. All'inizio degli anni Cinquanta avviene un incontro importante per Testori: conosce il grande critico d'arte Roberto Longhi; si avvia così un rapporto di collaborazione con la rivista «Paragone». Con Longhi, nel 1953, collabora all'organizzazione della mostra: "I pittori della realtà in Lombardia" che si tiene a Palazzo Reale di Milano. Le sue ricerche sull'arte figurativa spaziano anche all'ambito piemontese e Testori, con le scoperte e le attribuzioni critiche, nonché attraverso l'organizzazione di mostre ormai "storiche", rivaluta i grandi artisti che hanno lavorato al Sacro Monte di Varallo, Gaudenzio Ferrari e Tanzio da Varallo. I suoi studi valorizzano le loro opere e l'intero percorso dei Sacri Monti, restituendo valore a questo tipo di arte popolare, non più da considerarsi come espressione minore, ma come momento centrale nella storia dell'arte italiana. Scrive il primo testo di narrativa Il dio di Roserio, pubblicato da Einaudi due anni dopo, nel 1954. Nel 1958 esce, per Feltrinelli, Il ponte della Ghisolfa, che avvia un importante ciclo, "I segreti di Milano", composto da raccolte di racconti, testi teatrali e romanzi. L'anno successivo pubblica una seconda raccolta di racconti: La Gilda del Mac Mahon. Nello stesso anno termina la stesura di un successivo capitolo del ciclo, il suo primo romanzo: Il fabbricone e torna a interessarsi al teatro. A breve distanza vengono allestite due sue opere: La Maria Brasca, pubblicato in contemporanea da Feltrinelli e indicato come il terzo dei Segreti di Milano, e L'Arialda, per la regia di Luchino Visconti, il quale si era appena basato su alcuni racconti testoriani del Ponte della Ghisolfa per la sceneggiatura di Rocco e i suoi fratelli. L'Arialda, per alcuni contenuti giudicati scabrosi, crea scandalo e clamore. Dopo l'intervento della censura preventiva, riscuote un buon successo a Roma, dove viene replicato cinquantatré volte. Arrivato però al Teatro Nuovo di Milano lo spettacolo viene sospeso «per turpitudine e trivialità». Lo scandalo viene ripreso su tutti i quotidiani e fa nascere un accesso dibattito sulla censura che colpisce le opere d'arte. Quando poco dopo viene pubblicato Il fabbricone, che dal punto di vista tematico non si discosta particolarmente dalle opere precedenti, la critica lo accoglie con perplessità, ma il pubblico corre a comprarlo, facendone un caso editoriale. Fra il 1961 e il 1963 Testori scrive un romanzo, Nebbia al Giambellino, rimasto inedito fino al 1995 e due testi teatrali anch'essi non pubblicati dall'autore e si dedica alla critica d'arte, all'allestimento di mostre ed entra a far parte del comitato di redazione di «Paragone». Nel 1965 pubblica I Trionfi, un poema che introduce un nuovo corso espressivo. Due anni dopo esce un altro poemetto, Crocifissione, opera dedicata alle suggestioni della pittura di Francis Bacon. In questo periodo avvia una nuova collaborazione con Luchino Visconti, per la regia di un testo del 1967: La monaca di Monza. Con quest'opera Testori dà il via a una lunga riflessione sul teatro, espressa sul piano teorico nel saggio Il ventre del teatro, pubblicato su «Paragone» nel 1968. Scrive Erodiade pubblicato nel 1969 ma che verrà rappresentato, in una nuova versione, solo quindici anni più tardi, con la regia dello stesso Testori. Scrive anche importanti saggi su Giacomo Ceruti, Fra Galgario, Romanino e Moretto. Agli inizi degli anni Settanta ricomincia a dipingere vari cicli pittorici dedicati ai pugilatori, ai nudi femminili, ai disegni dei fiori e delle anatomie, che espone in varie mostre a Milano, a Torino e a Roma. Nel 1972, con l'attore Franco Parenti e con la giovane regista Andreè Ruth Shammah, fonda la Cooperativa Salone Pier Lombardo. Il suo testo L'Ambleto, rilettura in chiave lombarda della tragedia di Shakespeare, inaugura il nuovo teatro milanese e diventa, con gli altri due testi della "Trilogia degli scarrozzanti", Macbetto (1974) e Edipus (1977), uno degli eventi del teatro italiano di quegli anni. Contemporaneamente escono due romanzi: La cattedrale (1974) e Passio Laetitiae et Felicitatis (1975) e partecipa all'organizzazione della mostra sul Seicento Lombardo, allestita nel 1973 a Palazzo Reale di Milano. Nel 1977 dopo la morte della madre scrive Conversazione con la morte, un monologo teatrale che lo scrittore leggerà nei teatri e nelle chiese di tutta Italia. Intensifica la sua collaborazione con il «Corriere della Sera» con interventi in prima pagina, di carattere etico-morale che suscitano polemiche e discussioni e dirigendo la pagina dedicata all'arte. Nel 1978 inizia la collaborazione con un nuovo settimanale cattolico, "Il Sabato", e per Rizzoli dirige la collana «I libri della speranza»: il primo titolo è un colloquio tra Testori e Don Giussani, Il senso della nascita. Al 1980 risale anche l'inizio della collaborazione con Emanuele Banterle e la Compagnia dell'Arca. Il gruppo allestisce Interrogatorio a Maria, che viene rappresentato anche a Castelgandolfo, per il papa Giovanni Paolo II e, l'anno successivo, Factum Est. Nel 1983 Testori costituisce una nuova compagnia teatrale, il Teatro de Gli Incamminati, del quale assume la presidenza. La direzione artistica è invece affidata a Emanuele Banterle e Riccardo Bonacina. Gli Incamminati allestiscono lo stesso anno Post-Hamlet, una nuova rilettura di Testori dell'Amleto di Shakespeare. In occasione delle manifestazioni del bicentenario manzoniano lo scrittore torna a rileggere la lezione letteraria e morale del grande lombardo con il testo teatrale, I Promessi sposi alla prova, messo in scena dalla Compagnia Franco Parenti. In questi anni si occupa della nuova pittura italiana, tedesca e austriaca e organizza in varie gallerie italiane numerose mostre di questi artisti emergenti. Nel 1985 comincia poi, con Confiteor, la collaborazione con Franco Branciaroli. Per l'attore Testori scrive una prima "Branciatrilogia", che suscita ancora scandalo per la radicalità dei temi trattati: oltre a Confiteor, In exitu (tratto dal romanzo omonimo) e Verbò. Nella rappresentazione degli ultimi due spettacoli, l'autore sale sul palco, recitando accanto a Branciaroli. Alla fine degli anni Ottanta Testori viene ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano. In questi ultimi anni le sue condizioni di salute sono sempre precarie. Nonostante tutto, intensifica il lavoro: traduce la Prima lettera ai Corinti di San Paolo, scrive i primi due testi di una "seconda Branciatrilogia", Sfaust e SdisOrè, il romanzo Gli angeli dello sterminio e l'ultimo capolavoro, i monologhi in versi dei Tre lai. Il 16 marzo 1993 Giovanni Testori si spegne a Milano.
News
23/04/2010
MARCO LODOLA A FIRENZE
Inaugura il 23 aprile la nuova mostra di Marco Lodola a Firenze

23/10/2009
JONATHAN GUAITAMACCHI al teatro del contagio di Milano
Le bellissime scenografie di Jonathan Guaitamcchi fanno da sfondo allo spettacolo teatrale dal Titolo "Alcina- il viaggio avventuroso di Guerrin Meschino nella'antro della Sibilla" Ins cena il 24 e 25 ottobre 2009 al Teatro del Contagio di Milano

12/03/2009
GUSTAVO ACEVES AL MUSEO DE CIUDAD DE QUERETARO
Inaugura il 12 marzo 2009 in Messico la mostra dedicata a Gustavo Aceves "Habeas Corpus" al Centro Educativo Y Cultural Manuel Goez Morin

10/03/2009
OUTLINE COLLANA CURATA DA GIOVANNI IOVANE E FILIPA RAMOS
Outline is a new collection of essays of critique of contemporary art. The series is dedicated to the characterization and the in-depth analysis of themes, patterns and images of the contemporary art world. Outline is curated by Giovanni Iovane and Filipa Ramos.

02/02/2009
LODOLAvsCUSTRONE "Sovraesposione"
Inaugura il 12 febbraio 2009 alla Galleria Mar& Partners Art Gallery di Torino con una performance musicale di Andy dei Bluvertigo

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THE PESONAGE
April 2009
LA REGIONE ABRUZZO
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